Formigoni, licenziamolo noi! – Prima puntata “Formigoni e le indagini a suo carico”

Cominciamo oggi il nostro viaggio dentro i perché chiediamo le dimissioni di Formigoni, partendo proprio da lui e dalle indagini che lo coinvolgono.

Prima puntata: FORMIGONI INDAGATO
Il Corriere della Sera recentemente ha fatto trapelare la notizia che anche Formigoni sarebbe iscritto nel registro degli indagati, per corruzione e finanziamento illecito ai partiti, in quanto avrebbe ricevuto una somma di 500 mila euro per finanziare la campagna elettorale del 2010 da Pierangelo Daccò e questo, secondo i PM, potrebbe aver influenzato le scelte politiche a favore del San Raffaele fino a ipotizzare il reato di vera e propria corruzione.

Formigoni ha subito smentito, dicendo di non aver ricevuto nessun avviso di garanzia, ma forse gli avvocati non gli hanno spiegato che l’avviso di garanzia non arriva a chiunque è sottoposto ad indagine, anzi solitamente l’indagine avviene senza che vi sia alcuna informativa all’interessato altrimenti sarebbe falsata. L’avviso di garanzia arriva solo nel momento in cui il PM deve compiere degli atti che prevedono la garanzia della presenza del difensore (ad. es. perquisizione, sequestro, interrogatori, ecc.) oppure a chiusura indagini.
Quindi nulla rileva che Formigoni non sia stato informato dell’indagine a suo carico. E appare del tutto naturale che se Daccò e altri personaggi, vicini a Formigoni, sono agli arresti per aver messo in piedi un sistema che influenzava le scelte politiche della regione a favore della sanità privata, si indaghi anche sui soggetti politici che potrebbero aver effettuato scelte pilotate da questi faccendieri. Ci dovremmo stupire se così non fosse.

Tutto nasce dallo scandalo della bancarotta del San Raffaele (e poi la sottrazione indebita di fondi alla
fondazione Maugeri) con l’arresto di Pierangelo Daccò e la richiesta del PM di cinque anni e mezzo dicarcere nel processo in corso. Daccò è un faccendiere, un personaggio che poteva vantare conoscenze illustri nella politica regionale, che offriva i suoi servizi alla sanità privata in qualità di consulente ma che di fatto aveva messo in piedi un vero e proprio sistema: dalle soffiate alla vera e propria correzione di rotta delle
determinazioni del Pirellone a favore del San Raffaele. Fin dal principio viene fuori un legame stretto con Formigoni, ospite di Daccò in lussuosi yacht o jet privati. Niente di illegale, per carità, ma perchè allora Formigoni ha smentito subito ogni rapporto con il faccendiere in carcere, dichiarando di non ricordare quelle vacanze sul suo favoloso yacht? Perchè davanti alle prove evidenti ha cominciato ad ammettere di aver fruito dei “servizi turistici” di Daccò, ma dichiarando di aver pagato tutto da sé senza mai esibire una sola prova di ciò? E infine, di fronte all’evidenza, ha dovuto ammettere quelle vacanze ma si è difeso dichiarando che comunque Daccò non ha avuto un solo beneficio derivante dai suoi rapporti con il governatore. Formigoni dichiara: “Impossibile dimostrare che ha tratto vantaggi grazie a me”… già, impossibile dimostrarlo non esclude che possa essere accaduto.
L’impressione è quella di chi colto con le mani nella marmellata farfuglia frasi come “non è come pensi” oppure “ti posso spiegare” davanti all’evidenza.

Una situazione che crea imbarazzo anche a Comunione e Liberazione, visto che al consueto meeting annuale di Rimini il nome di Formigoni non parlerà, lui che è stato protagonista di 68 incontri/dibattiti in 31 anni di meeting, quest’anno per gli organizzatori è opportuno che non sia tra i protagonisti.

Ma ancora più significativa è la posizione di un altro arrestato eccellente, Antonio Simone, in carica negli anni ’90 come assessore alla sanità e amico di Formigoni, che ha riferito ai PM di fare gli interessi di una
decina di ospedali cattolici lombardi. E’ lo stesso Antonio Simone a definirsi sponsor, in quanto sarebbe stato lui a sponsorizzare con l’amico Formigoni la legge regionale n.34 del 2007 attraverso la quale sono state finanziate negli anni diverse cliniche private per progetti di miglioramenti organizzativi strutturali e tecnologici presentati dalle stesse strutture. E’ sempre grazie a lui che dal 2001 i fondi regionali per la Fondazione Maugeri, in dieci anni, sono aumentati di circa 200 milioni. Simone era un consulente che puntava a fare ottenere “vantaggi” alle cliniche private di area cattolica, che ottenevano fondi. In sostanza voleva portare avanti quel progetto sulla sanità lombarda che non era riuscito a realizzare da assessore. Quello che si delinea è un quadro inquietante, che ha visto drenare fondi pubblici verso le cliniche private dell’area cattolica, grazie all’intervento di personaggi equivoci vicini a Formigoni in grado, questo gli investigatori cercano di dimostrare, di influenzarne le scelte.

Ma questa probabilmente è solo la punta dell’iceberg, la sanità lombarda sarà anche un’eccellenza ma a quale prezzo?

Il 7 luglio a Milano tra Piazza Castello e Largo Cairoli dalle ore 17.00, insieme a noi, la società civile, tanti ospiti e interventi. Informazioni dettagliate, volantini e le motivazioni per cui chiediamo le dimissioni di Formigoni sono reperibili sul sito http://www.lombardia5stelle.org

Leggi e commenta: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/milano/2012/07/formigoni-licenziamolo-noi-prima-puntata.html

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