Come volevasi dimostrare, la residenza in via Einstein si fara’

Vi allego la lettera di una persona iscritta alla commissione Territorio e del Comitato dei cittadini di via Einstein

La maggioranza del cdz di zona 4 imbavaglia i cittadini e la futura casa dello studente soffoca via Einstein e le abitazioni vicine.
Ho provato una grande tristezza giovedì sera durante il consiglio di zona e l’approvazione della delibera sul progetto della residenza per studenti in via Einstein.
Il voto espresso (scontato) ha dato un parere positivo alle modifiche proposte dal Politecnico. Sostanzialmente viene ridotta l’altezza di uno dei palazzi ampliando i volumi degli altri.
Il risultato è un monolite alto 6 piani, con più di 5.000 mq di slp, in una zona già fortemente edificata, con equilibri di vivibilità precari, che attualmente trova respiro in un fazzoletto verde, occupato in parte dalla piccola scuola elementare che verrà tra poco demolita per far spazio al monolite.
Il volume in progetto offre spazio ad alloggi che verranno assegnati a studenti bisognosi e meritevoli ma anche ad alloggi che verranno assegnati dal Politecnico a sua scelta. (su questo occorre maggiore chiarezza)
La maggioranza del cdz, in linea con le promesse mancate del sindaco Pisapia, vuole a tutti i costi far costruire, non vuole esaminare alternative riferite allo spostamento in altre aree o alla diminuzione dei volumi rifugiandosi dietro le ragioni del Politecnico.
L’istituzione universitaria difatti, manifesta l’assenza di sostenibilità economica, nel caso di una residenza più piccola ed il mancato finanziamento pubblico da parte del Ministero MIUR, nel caso di spostamento del progetto.
I cittadini, che hanno trovato le modifiche, proposte dal Politecnico, non rispettose della zona, hanno espresso le rimostranze in una relazione pacata, precisa e onesta ed un consigliere del pdl ha chiesto di aggiungere con emendamento la relazione dei cittadini alla delibera approvata.
Poteva essere l’occasione per dar voce ad una parte di cittadinanza che non la pensa come il consiglio di zona e per lasciar traccia di un segnale di “libertà e partecipazione” espresso da cittadini.
La maggioranza decisa e compatta nell’azzittire i cittadini che disturbano il quieto governare e il quieto costruire, nell’evitare di diffondere o promuovere ciò che molti cittadini chiedono (le firme raccolte non sono poche) boccia l’emendamento.
Il voto favorevole sul progetto era scontato, ma l’arroganza mostrata nell’escludere la relazione dalla delibera mi ha sbigottito.

Ecco la relazione proposta dei cittadini che avremmo voluto venisse allegata alla delibera:

DOCUMENTO

Egregi signori, il Sindaco di Milano, Avv, Giuliano Pisapia, ha ricevuto due petizioni del nostro comitato di cittadini contro l’ecomostro che il politecnico intende edificare in via Einstein 6, abbattendo la Scuola media Statale preesistente.
Le circa mille firme già presentate e protocollate in Comune verranno presto incrementate e si uniranno alle circa 10500 raccolte dalla “Rete dei Comitati cittadini per la qualità Urbanistica di Milano” che, come noi, si oppone alla cementificazione selvaggia delle piccole aree residue milanesi (verdi e non) a ridosso di abitazioni. La “Rete” ha già presentato un esposto in Procura per ottenere lo Stop a ecomostri e miniecomostri che stanno spuntando in città come funghi e che soffocano letteralmente le abitazioni limitrofe e gli edifici circostanti togliendo verde, luce, sole, aria, peggiorando la qualità di vita di coloro che vi abitano o vi studiano e provocando loro danni biologici ed economici.
Il Sindaco di Milano ha indicato quale nostro interlocutore la dott.ssa Ada Lucia De Cesaris, Assessore all’edilizia privata. In questa stessa sede del consiglio di zona 4 però uno degli architetti del Politecnico ha asserito che chi costruisce (il Politecnico) è ente pubblico. Ci chiediamo allora perché non sia stato indicato quale nostro interlocutore l’Assessore all’edilizia pubblica, Dott.ssa Lucia Castellano, Assessore anche alla Casa, al Demanio e ai lavori pubblici. Ci chiediamo inoltre per quale motivo non sia stato interessato anche l’ Assessore al Verde, all’ambiente e alla mobilità, Dott. Pierluigi Maran, dal momento che alberi pregiati ad alto fusto sessantennali, piante e giardino verrebbero distrutti dal Cantiere (come ha anche ammesso uno degli architetti del politecnico in questa stessa assemblea).
Pur essendo il Consiglio di zona un Organo Consultivo, a parer nostro dovrebbe almeno esprimere un parere sulla realizzazione del progetto e dirci se lo giudica sostenibile e razionale per volumetria e superfici cementificate (in proporzione alle dimensioni dell’area e a quanto verrà demolito), se ritiene giusto l’abbattimento degli alberi ad alto fusto e il danno che tale mole di cemento procurerà agli abitanti degli edifici limitrofi e agli studenti (del Liceo Einstein, dell’Istituto Verri e del Politecnico stesso).
Non apprezzeremo atteggiamenti Pilateschi né tollereremo che ci si nasconda dietri il fatto che la Convenzione era stata stipulata con l’Amministrazione precedente di centrodestra.

Le nostre richieste di modifica del progetto rimangono le stesse sempre espresse:
1) diminuzione della volumetria per avvicinarla a quella dell’edificio che verrà demolito
2) riduzione dell’altezza degli edifici (tutti e tre)
3) riduzione delle superfici cementificate, evitando parcheggi di superficie e strade
4) costruzione nel sottosuolo di quanto è possibile ( anche 1 solo piano nel sottosuolo porterebbe alla diminuzione dell’altezza degli edifici (di un piano)
5) limitazione dei piani tecnici
6) conservazione per quanto è possibile degli alberi ad alto fusto pregiati
7) adeguata distanza dagli edifici limitrofi
8) “chiusura” dell’area al pubblico nelle ore notturne

Ribadiamo di essere favorevoli alla costruzione in via Einstein di alloggi per studenti fuori sede, non abbienti e meritevoli del Politecnico ma ci opponiamo alla eccessiva volumetria del progetto, legata alla volontà di costruzione di quel 40% che il Politecnico intende riservare, a sua discrezione, ad altri soggetti imprecisati.(da confermare) Il cambio di destinazione d’uso del terreno demaniale e della Scuola Statale è stato reso possibile dalla destinazione della costruzione a studenti fuori sede, meritevoli e non abbienti del politecnico e non ad altri soggetti imprecisati ed anche abbienti. La costruzione di questo 40% di alloggi fa lievitare a livelli insostenibili la volumetria degli edifici e mortifica i residenti a loro spese, dal momento che il progetto viene realizzato con denaro pubblico erogato dal MIUR.
Per quanto concerne il colore degli edifici, lasciamo la scelta al buon gusto degli Architetti perché nessun colore potrà mai migliorare la qualità di un progetto che , per tutto quanto da noi osservato, a parer nostro grida vendetta.
Se il Politecnico volesse costruire senza concedere alcunché di sostanziale ma solo modifiche estetiche o di poco conto, si assumerebbe le proprie responsabilità, così come se le assumerebbero le Istituzioni che non si adopereranno per rendere accettabile questo progetto edilizio.

Il comitato dei cittadini contro l’ecomostro di via Einstein 6

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